Home

di Paolo Cacciari

Dopo due anni di gestazione è approdata nell’aula del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna una legge che apre le porte all’economia solidale.

Legislatori, tecnici e rappresentanti delle multiformi reti di consumatori critici, produttori fuori mercato, banchieri senza denaro, abitanti a impronta ecologica zero, cittadini attivi in molti altri pluriversi mondi del “buon vivere” secondo indicatori di benessere che prescindono dal Prodotto interno lordo, riuniti in un coordinamento regionale (www.cresner.it), hanno dovuto, per prima cosa, elaborare un glossario comune. Che cos’è un Gas (gruppi di acquisto collettivi) o una banca del tempo, orami, tutti lo sappiamo. Ma non è così per i Des (distretto di economia solidale), le Res (reti di economia solidale), i Sistemi di garanzia partecipata, i Sistemi di scambio non monetari e altro ancora. Si tratta di strumenti per facilitare la formazione di reti territoriali che connettono lungo filiere corte fiduciarie cittadini produttori e consumatori tanto strettamente da riuscire a fonderli e trasformarli in “prosumatori”, si potrebbe dire.

La nuova legge regionale, la cui approvazione è stata calendarizzata entro luglio, costituisce un formale riconoscimento di un “modello economico, sociale e culturale” fondato su “principi di eticità e giustizia” quantomeno diverso – se non alternativo – a quello mercantile dominante. Non sono più la massimizzazione del profitto, l’accumulazione di ricchezza monetaria, la crescita infinita del consumo di merci le sole logiche che regolano i rapporti sociali. C’è un’altra economia basata su relazioni che hanno a mente la “ solidarietà e la centralità della persona ”, “la tutela dei beni comuni assicurandone l’utilizzo collettivo”, la stessa “democraticizzazione dell’economia” (articolo 1).

C’è di che esserne contenti. Ma, come sempre, quando una novità entra nelle istituzioni bisogna stare in guardia: una nuova delega assessorile, un Forum di rappresentanti, un Tavolo permanente, un Osservatorio con immancabile portale web, un nuovo capitolo di bilancio possono costituire delle camice di forza per attività che il più delle volte si muovono bene proprio perché rimangono informali, all’interno di comunità amicali, davvero volontarie e retribuite tramite la reciprocità del dono. Guido Naldi, il consigliere di Sel primo firmatario della legge, è convinto che “queste attività sono un pezzo del nostro futuro, una risposta alla crisi”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...