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INCONTRI – CONFRONTI SULLA SOSTENIBILITÀ

Un progetto degli Archivi della Sostenibilità Università Ca’ Foscari Venezia

in collaborazione con il Comune di Venezia, Attività e Produzioni Culturali.

Centro Culturale Candiani Venezia-Mestre. Sala Conferenze

Con il patrocinio di Amnesty International – Sezione Italiana

Con la collaborazione dell’Associazione culturale teatrale: “H20 non potabile”

Coordinamento scientifico: Giorgio Conti

Mercoledì 24 settembre 2014 h. 17,30

ECOPROFUGHI: NON POSSO PIU’ VIVERE QUI!

Migrazioni forzate per cambiamenti climatici e abuso delle risorse ambientali.

Quale prevenzione? Quale accoglienza?

Presentazione e discussione del docu-film

NOBETTERPLACE

Regia: Johanna Ickert

Anno di produzione 2011, Germania, Durata 22’

La questione dei migranti ambientali – globali: “non politiche” per “non persone”?

Non esistono soluzioni locali a problemi globali

Zygmunt Bauman, La società sotto assedio, 2002

La tragedia dei migranti a Lampedusa: “Erano accatastati come ad Auschwitz! ”. Il paragone con i lager nazisti, pur nella sua incomparabile diversità, ci rimanda alle riflessioni di Giorgio Agamben: “Quando la vita diventa la posta in gioco della politica e questa si trasforma in biopolitica, tutte le categorie fondamentali della nostra riflessione, dai diritti dell’uomo alla democrazia alla cittadinanza, entrano in un processo di svuotamento e di dislocazione il cui risultato sta oggi davanti ai nostri occhi” (Homo sacer, Il potere sovrano e la nuda vita, 1995). Tra i migranti non tutti godono degli stessi diritti, come ha spiegato Valerio Calzolaio nel libro Ecoprofughi ( NdA Press Editore, 2013): “…nel 1994 si registravano 25 milioni di profughi climatici e si prevede che arriveranno a quota 200 milioni entro pochi anni”. L’ONU, con la Convenzione sui Rifugiati del 1951, non garantisce ai migranti per ragioni ambientali una protezione simile a quella riconosciuta agli esuli di guerra e ai perseguitati. L’unica nazione che li accoglie in Europa è la Danimarca, ma con non pochi problemi. I negoziati climatici internazionali, così come i rapporti dell’IPCC (The Intergovernmental Panel on Climate Change) sembrano occuparsi più dei costi finanziari ed economici, riferiti a nuovi scenari ambientali globali catastrofici, piuttosto che di diritti umani, tra i quali il “ Diritto di fuga”.

Occorre predisporre un Accordo Multilaterale riferito agli eco profughi, legalmente vincolante, soprattutto per quelle nazioni che hanno più responsabilità e anche più risorse economiche e logistiche. Politiche globali sia per prevenire–mitigare gli impatti climatici, sia per pianificare gli interventi e gli aiuti in quelle aree del mondo che sono e saranno sempre più colpite dalle catastrofi climatiche. Non si può continuare a considerare la globalizzazione solo come movimento di merci, informazioni e di turisti. Gli eco profughi sono stati e saranno prodotti da processi globali di sviluppo illimitato e insostenibile, non possiamo più permetterci di avere solo politiche emergenziali, con il paradosso che si debba pagare per morire.“Il cambiamento climatico è una «miscela diabolica» che potrebbe creare pericolosi vuoti di sicurezza e che dobbiamo affrontare. Un chiaro pericolo che non solo esacerba le minacce, ma è in sé una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali”. (Ban Ki-moon, Segretario generale delle Nazioni Unite, 2011).

Chi risponderà di questa “non politica” per “non persone”? Che cosa farà l’Unione Europea?

Per dirla con A.Dal Lago (1999), fino a quando potremo tollerare l’esclusione dei migranti in una società globale? A quei migranti, privi di diritti umani, Amnesty International e l’Archivio Scritture Scrittrici Migranti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia cercano di dare una voce…

Giorgio Conti

Nobetterplace (Sinossi) Mentre la radio diffonde le notizie sui cambiamenti climatici, Elle e Paul, una bella coppia di giovani, si dirige verso un campeggio sul Mare del Nord. L’idea è di concedersi qualche giorno di svago dato che la loro relazione sta andando in rovina a causa del troppo lavoro. Ma l’idillio, che è comunque fragile, finisce quando la coppia si trova di fronte a un gruppo di stranieri. Il gruppo proviene da “Canton Island”, un luogo minacciato dall’innalzamento dei mari. Vogliono chiedere asilo in Danimarca, l’unico paese nell’UE che accetta ufficialmente dei rifugiati per il clima. Quando si rendono conto di essere in Germania, la polizia è già sulle loro tracce. Non serve più scappare: i campeggiatori, Paul ed Ellen, un poliziotto e il gruppo da Canton Island, guardano tutti il mare. Una flotta si avvicina lentamente alla costa…

Parteciperanno al dibattito:

Emanuela Ranieri, già consigliere politico presso il Dipartimento di Affari Politici del Segretariato delle Nazioni Unite, New York.

Consigliere del Dipartimento Diritti Umani e Imprese dell’Istituto Danese per i Diritti Umani, Copenaghen

Gianni Rufini, Direttore generale di Amnesty International Italia

Gianfranco Bonesso, Servizio Immigrazione e Asilo, Comune di Venezia

Valerio Calzolaio, Scrittore e giornalista

Ricciarda Ricorda, Archivio Scritture Scrittrici Migranti, Università Ca’ Foscari, Venezia

Silvia Camilotti, DSU, Università Ca’ Foscari, Venezia

Dibattito pubblico

Ingresso libero

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