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Un’onda verde sul clima. Appello di Zanotelli

Flood affected people wade through water to reach safer areas in Multan, Pakistan on Thursday, Aug. 12, 2010. Pakistani flood survivors already short on food and water began the fasting month of Ramadan on Thursday, a normally festive, social time marked this year by misery and fears of an uncertain future.(AP Photo/K.M.Chaudary)

Flood affected people wade through water to reach safer areas in Multan, Pakistan on Thursday, Aug. 12, 2010. Pakistani flood survivors already short on food and water began the fasting month of Ramadan on Thursday, a normally festive, social time marked this year by misery and fears of an uncertain future.(AP Photo/K.M.Chaudary)

di Alex Zanotelli*
(articolo tratto da COMUNE-INFO http://comune-info.net)
“Il mondo deve prendere atto che il Vertice sul clima di Parigi del prossimo dicembre (COP21), potrebbe essere l’ultima vera opportunità per giungere a un accordo che mantenga il riscaldamento globale di origine antropica al di sotto dei due gradi centigradi, a fronte di una traiettoria attuale che porterebbe a un aumento devastante di quattro o più gradi centigradi”. È questo il chiaro pronunciamento della Pontificia Accademia delle Scienze a conclusione di un seminario sul tema Proteggere la Terra, mobilitare l’umanità, tenutosi in Vaticano il 28 aprile alla presenza del segretario generale dell’Onu, Bar Ki moon. Gli scienziati dell’Accademia dicono categoricamente che “il cambiamento climatico di origine antropica è una realtà scientifica e la sua decisiva mitigazione è un imperativo morale e religioso”.

È un anticipo di quello che papa Francesco ci dirà nell’enciclica sull’ambiente che è di imminente pubblicazione. I credenti l’attendono tutti con ansia perché sarà la prima enciclica dedicata totalmente all’ambiente, nella speranza che possa avere un forte impatto sulle comunità cristiane. Il tema del cambiamento climatico trova una difficoltà a fare breccia in campo ecclesiale. Ancora più difficile in campo politico e mediatico. Sembra quasi un tema tabù. Eppure i dati scientifici sono così categorici. Lo ha fatto in modo perentorio l’Agenzia delle Nazioni unite per i cmbiamenti climatici (Ipcc) lo scorso novembre a Copenhagen. Gli scienziati dell’Ipcc affermano: primo, il riscaldamento globale esiste ed è causato dall’uomo; secondo, gli effetti sono già visibili con scioglimento dei ghiacciai ed eventi meteo estremi; terzo, il peggio deve arrivare perché le emissioni globali invece che diminuire, sono aumentate.

Gli scienziati dell’Ipcc (tutti scelti dai governi!) affermano che se il Sistema continuerà a utilizzare petrolio e carbone al ritmo attuale, a fine secolo avremo, se ci andrà bene, 3,5 gradi centigradi ma se ci andrà male 5,4 gradi centigradi. Gli esperti ricordano che già 2 gradi centigradi costituiscono un dramma per il nostro Pianeta. E purtroppo, come afferma Fatih Birol dell’Iea (Agenzia Internazionale dell’Energia): “La porta dei due gradi si sta per chiudere. Nel 2017, si chiuderà per sempre”. In breve abbiamo raggiunto quello che vari attivisti hanno iniziato a chiamare il ‘decennio zero’ della crisi climatica: o cambiamo subito o perderemo la nostra chance.

Ecco perché il Vertice del Clima di Parigi, il prossimo dicembre, diventa l’ultima vera opportunità per salvarci. “Eppure né il sistema economico-finanziario, né il mondo politico, né quello mediatico stanno prendendo seriamente il problema.

Scrive Naomi Klein nel suo straordinario volume Una Rivoluzione ci salverà:

“Cos’è che non va in noi? Che cosa ci trattiene davvero dallo spegnere l’incendio che minaccia di ridurre in cenere la nostra casa collettiva? Penso la risposta sia molto più semplice di quello che molti ci hanno spinto a credere: non abbiamo intrapreso le azioni necessarie a ridurre le emissioni perché esse sono sostanzialmente in conflitto con il capitalismo deregolamentato, ossia con l’ideologia imperante. Siamo bloccati perché le azioni che garantirebbero ottime chance di evitare la catastrofe – e di cui beneficerebbe la stragrande maggioranza delle persone – rappresentano una minaccia estrema per quell’élite che tiene le redini della nostra economia, del nostro sistema politico, di molti dei nostri media!”.

Dall’alto ormai ci possiamo aspettare ben poco. La speranza viene dal basso, dalla capacità di mettere insieme tutte quelle realtà di base che in questo paese e in tutte le altre nazioni sono impegnate sull’ambiente. E sono tante! Mi appello a tutti i gruppi, a tutte le associazioni, a tutte le reti perché possiamo formare un unico Forum in vista di Parigi. Questa nostra frantumazione non ci porta da nessuna parte. Siamo riusciti a farlo per l’acqua (diritto fondamentale umano), vincendo pure un Referendum (giugno 2011). Non possiamo farcela ora per l’aria (altro diritto fondamentale umano!)? Non aspettiamo l’autunno! Sarà troppo tardi! Concordiamo una data e un luogo dove trovarci, e costituiamo questo Forum, questa Rete di tutte le realtà di base. Deve essere un Forum della cittadinanza attiva, non dei partiti. Un Forum che includa credenti e non, associazioni laiche e comunità cristiane. L’enciclica sull’ambiente di papa Francesco aiuterà in questo. Il cambiamento climatico potrebbe diventare una forza galvanizzante per tutti noi. Uniamoci!

Scrive ancora Naomi Klein:

“Una crisi così grande e così onnicomprensiva come questa cambia tutto. Cambia quello che possiamo fare, quello che possiamo sperare, quello che possiamo chiedere a noi stessi e ai nostri leader. Possiamo farcela? So solo che non c’è nulla di inevitabile, niente, tranne il fatto che il cambiamento climatico è destinato a cambiare tutto. E ancora per breve tempo, la natura di tale cambiamento è nelle nostre mani”.
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* missionario comboniano, vive attualmente a Napoli

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